mercoledì 20 gennaio 2010

Il governo attacca Internet, ma Google e Facebook reagiranno


Luca Neri, autore de "La Baia dei Pirati", spiega perché il decreto Romani fallirà.
Michela Rossetti
“L’Italia non è un Paese per Internet, forse perché la sua classe politica, semplicemente, non la capisce”: quando chiediamo a Luca Neri (foto), giornalista fiorentino e consulente informatico, di commentare il recente decreto Romani su Internet e tv, è un fiume in piena.
“Mi sembra un’allucinazione barbarica: l’idea di dotare Internet delle stesse regole della televisione è un’idea assurda, oltre che impraticabile”.
L’autore de “La baia dei pirati”, edito da Cooper - da cui in seguito è nato il sito no-copyright.net - da tempo si dedica all’analisi del mondo dei pirati informatici, della libertà in rete, e dell’inutilità del copyright, forse non poteva esprimersi diversamente.
Ma le sue argomentazioni non sono scontate. Anzi…

In questi giorni abbiamo letto sui giornali titoli che esprimevano un unico concetto. “Il governo vuole trasformare la rete in una grande televisione”.
In pratica si applicheranno le stesse regole della tv anche a quei prodotti web che rientrano nella definizione. Quindi autorizzazione ministeriale per trasmettere, e ai telegiornali e gli altri prodotti informativi gli stessi principi del Tg3 o il Tg5: direttore responsabile, dovere di rettifica…
Perché per un “TgPincopallo.it”, mettiamo universitario, dovrebbe essere diverso?
Perché i prodotti del web sono, di fatto, diversi dai media tradizionali.
E su Internet ognuno ha il diritto, e la possibilità, di dire la sua.
Il diritto di replica - mettiamo - parte da un presupposto corretto: tutelare il piccolo, il privato, dai grandi mezzi d’informazione.
Ma su Internet che senso ha? Penso che il tgpincopallo.it abbia detto una sciocchezza su di me? Bene, scrivo su Facebook di stare alla larga da quel tg, scrivo un post sul loro sito, replico sul mio blog.
Sulla rete c’è un “passaparola” praticamente illimitato, e chiunque può esprimere la sua idea.

Passiamo a chi rientra o meno nelle nuove regole. Il decreto Romani esclude le attività non economiche e quelle che non sono in concorrenza con la tv; poi precisa che non devono avere carattere “incidentale”, quindi una diffusione di contenuti audiovideo costante.
Prendiamo il blog di Pippo.it, con il pallino dei video, che tutti i giorni pubblica i filmati degli amici e quelli di YouTube: sicuramente non ha fini economici, ma potrebbe far concorrenza alla tv - con gli spezzoni di programmi già trasmessi sul piccolo schermo - e magari rientra nel carattere “non incidentale”, perché manda filmati tutti i giorni. Per chi vedi pericoli?
A me sembra un tentativo di regolamentazione da “azzeccarbugli”, confuso e poco chiaro.
Torno da poco da New York e ti assicuro che lì, dove non solo la rete è stata inventata, ma è da sempre considerata circolazione del sapere, simili concetti sono impensabili.
È facile ricondurli a una battaglia tra sistemi “vecchi” e “nuovi”. Tra colossi industriali dove le “vecchie tv” si sentono minacciate.
Sarebbe perfino scontato dire che qui il presidente del Consiglio è a capo di alcune delle reti principali…ma se vuoi scriverlo…

In effetti in molti hanno ricordato la causa di Mediaset contro YouTube… e nel decreto - articolo 6 - si parla chiaramente di “protezione del diritto d’autore”, in cui si diffidano tutti i fornitori di servizi media audiovisivi “dal trasmettere o ritrasmettere, o mettere comunque a disposizione degli utenti, programmi oggetto di diritti di proprietà intellettuale di terzi o parti di tali programmi”.
Appunto.
Sai come andrà a finire? Che Google se ne andrà dall’Italia, proprio come sta lasciando la Cina.
Per chi gestisce piattaforme di milioni di utenti, controllarle è realmente impossibile. La Cina ci prova con 30.000 persone che ci lavorano dalla mattina alla sera, e neanche ci riesce.

Google, infatti, si è detta “preoccupata”. Però YouTube “prende in prestito” parecchi spezzoni dalle trasmissioni.
Perché, se posso vederle lì, dovrei accendere la televisione?
Non è così semplice. Prima di tutto YouTube non trasmette intere trasmissioni, ma, come hai precisato, spezzoni.
Perché non considerarlo un modo per farsi pubblicità? Perché non accordarsi e inserire degli spot? Ancora: perché non offrire piattaforme dove scaricare direttamente, dal sito della rete televisiva, quello che si vuole?
Mettiamo che si elimini YouTube. Gli utenti del web sono “attivi” e non “passivi” come quelli dei mezzi tradizionali. Troveranno il modo di scaricare illegalmente il materiale.
E chi ci guadagnerà allora? Chi frequenta certi siti e programmi lo sa: sono pieni di spam, materiale porno. Per queste aziende, sì, è un guadagno assicurato. Ma non per le “vecchie” tv.
Negli Stati Uniti, a partire dal 2003, si è iniziata una battaglia simile. E i media tradizionali hanno perso, su tutta la linea.

Racconta...
In nome della violazione al copyright si è cominciato a denunciare migliaia di utenti, circa 40.000 cause civili. Con un costo sociale - peraltro - non indifferente, visti i costi delle spese legali.
Cosa hanno ottenuto? Che alla fine le grandi major audiovisive sono state viste come il “nemico”, come dei soggetti che danneggiavano i consumatori.
Hanno ricevuto un enorme danno di immagine, e le persone acquistavano meno.
In più, nessun beneficio a livello pratico, perché la pirateria è aumentata.
Dopo 3 anni la strategia è stata, naturalmente, abbandonata.

Qual è, allora, la soluzione per i vecchi media?
Cambiare. L’istituzione del copyright non è “sacra”, ha solo due secoli di vita. E sul web non ha senso.
I “vecchi” media devono capire i vantaggi della rete, e non solo pensare ai pericoli. Devono comprendere che la pirateria non è incompatibile con il profitto.
Prendiamo Avatar: è il film più piratato della storia, ma allo stesso tempo quello che sta incassando di più.

Sembra un paradosso.
Non lo è. Perché il cinema e il web sono due mezzi diversi.
Avatar in sala offre qualcosa di più: il 3D, gli effetti speciali sul grande schermo, lo rendono un “evento” irripetibile.
Quello che sta succedendo in questi giorni in Italia è, davvero, assurdo. E soprattutto non otterrà le conseguenze sperate.
Prima di tutto perché limita la libertà degli utenti. Che, semplicemente, la aggireranno.
Non posso “ritrasmettere” sul mio blog, su Facebook, su Twitter, spezzoni coperti da copyright? Devo chiedere l’autorizzazione ministeriale per la mia web-tv? Bene, si inizieranno a registrare sui server statunitensi, o svedesi. E si scaricherà più materiale pirata.
Si impone ai provider la stessa responsabilità delle tv?
Di nuovo: Google e Facebook lasceranno l’Italia. E il Paese subirà un costo enorme: a livello economico e culturale.
Si sta arrivando alla morte dell’innovazione attraverso mille taglietti. Non solo con questo decreto.

A cosa ti riferisci?
Potrei parlarne per ore.
Partendo dall’ultima, penso al decreto di Bondi.

La tassa su tutti i supporti tecnologici dotati di memoria per contrastare la pirateria non piace a molti. Anche perché con il nuovo decreto si teme che le chiavette per lo scambio di dati, i decoder che permettono di registrare i programmi, ma anche pc e telefonini multimediali, costeranno di più.
Mi sembra di essere tornato nel Medioevo. Non conosco provvedimenti simili all’estero, sicuramente non negli Stati Uniti.
L’idea di tassare i supporti vergini per salvare un’industria ormai "decotta" mi lascia sbigottito. Nonostante sia innegabile che da Napster in poi il fatturato mondiale dell’industria discografica sia dimezzato, non si riesce a vedere il fenomeno nel suo complesso, e a capire che la spesa dei consumatori, in assoluto, non è diminuita, ma si è semplicemente diversificata.
Si comprano meno cd – è vero – ma si spende di più per i concerti dal vivo. A rimetterci sono le industrie che fanno da intermediari, ma per gli artisti il discorso è diverso. Un musicista guadagna circa il 50% da un concerto; mentre tra il 5 e il 10% per un cd.
Aggiungiamo poi a tutto questo i mancati investimenti per la banda larga, la recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha dichiarato sequestrabile il celebre sito "Pirate Bay", e il quadro è quasi completo: l’Italia – oggi – non è un Paese per internet.
(fonte:www.ilsalvagente.it)
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lunedì 14 dicembre 2009

Miracolo, la Madonna ha deviato il Duomo, Berlusconi è salvo!

Cliccare sulla foto per vedere il particolare: Il Duomo incastonato nella corona della Vergine
A poche ore dall'attentato, sono molti a gridare: Santo subito!!! Continua...

sabato 28 novembre 2009

Risparmio Ritorno ai pannolini di tessuto ed ecologia domestica


Il paese che non usa più i pannolini è alle porte di Brescia e all´ingresso della Valtrompia ed era conosciuto finora – tanto per mischiare il sacro al profano – per aver dato i natali a papa Montini e la cittadinanza italiana a Mario Balotelli.

CINZIA SASSO
Qui, adesso, nelle villette dai giardini ordinati, appena nasce un bambino, prima ancora che sulla porta venga appeso il fiocco rosa o celeste, arriva una lettera: cara mamma - dice - le rubiamo pochi minuti per proporle di entrare a far parte di un nuovo progetto. Si chiama Pannolino Amico, è gestito dall´Associazione Eva, e ha l´ambizione di trasformare Concesio in una capitale, quella della clean economy. I pannolini usa e getta costituiscono il 15 per cento dei rifiuti non riciclabili. I componenti chimici utilizzati per renderli assorbenti danneggiano la pelle dei bambini, tanto che secondo uno studio tedesco le dermatiti sono aumentate in questi anni dell´857 per cento e perfino la crescita dell´infertilità maschile viene fatta risalire all´aumento di temperatura causata dal pannolino. A ogni famiglia costano, per i tre anni in media in cui vengono utilizzati, una cifra che supera i 1.500 euro.
Da luglio sono 92 le mamme che hanno aderito e che hanno ricevuto, gratis, il kit necessario: tre mutandine e 24 pannolini di cotone, di quelli da lavare e riutilizzare. E se a convincerle sono state le assicurazioni che «non è un ritorno al passato, i pannolini di stoffa sono uguali a quelli usa e getta: semplicemente, anziché gettarli nel pattume, si mettono in lavatrice», adesso sono loro a spiegare perché non tornerebbero più indietro. L´associazione ha chiesto alle mamme di tenere un diario quotidiano per misurare le difficoltà e per verificare se la prima delle obiezioni - ci vuole troppo tempo e troppo lavoro - è fondata. Ed ecco cosa scrive Alessandra: «All´inizio ero titubante, poi ho visto che basta impratichirsi». Luisella: «Per il mio primo figlio avevo il bidone della spazzatura sempre pieno e mi chiedevo se ci fosse un modo per inquinare di meno». Gianna: «Ho fatto il conto: servono 20 minuti alla settimana, tre minuti al giorno». Marina: «Temevo che il bambino restasse bagnato, ma non è vero». Chiara: «Mi piace toccare il cotone e sentire il profumo di pulito quando si asciuga al sole». Soprattutto, però, la dicono lunga i numeri: solo due famiglie hanno desistito.

Maria Braibanti è la ginecologa che ha ottenuto l´appoggio del comune (che ha stanziato 23 mila euro), di A2a, l´utility dei rifiuti (che, su richiesta della Regione Lombardia, allargherà il progetto a tutta Brescia), e delle farmacie. «L´ostacolo principale - racconta - è stato convincere le nonne e i mariti. Per la generazione del ´68 quella dei pannolini usa e getta è stata una conquista e questo sembrava un ritorno al passato, verso la schiavitù dei lavori domestici. I mariti, invece, erano preoccupati che i panni dei bambini, in lavatrice insieme a tutti gli altri, sporcassero le loro camicie. L´esperienza ha mostrato che tutte e due le preoccupazioni erano infondate». Prima di allargare l´esperimento a tutto il paese, Eva aveva testato il progetto su cinque mamme "difficili": con tanti figli, senza aiuti domestici, con un marito che mai cambierebbe un pannolino, impegnate nel lavoro, e sono state loro le testimonial più convincenti.

Spinta da una direttiva europea che impone la riduzione dei rifiuti, favorita da una maggiore attenzione a quello che fa bene al corpo, aiutata dalla crisi economica, la campagna sull´uso dei pannolini lavabili si sta diffondendo in tutta Italia. Partita da Reggio Emilia, dall´Associazione famiglie numerose, ha visto realizzarsi progetti diversi: dal Trentino, dove i pannolini di stoffa vengono regalati, al Modenese, dove viene versato un contributo per l´acquisto, e al comune di Camigliano, in provincia di Caserta, che ha deliberato uno stanziamento pro-pannolini di stoffa. La Provincia di Torino garantisce sconti del 50% per l´acquisto di quelli lavabili mentre a Vico Equense, nel Napoletano, viene distribuito gratis il kit pannolino più mutandina. Così l´ecopannolino si fa strada.
(fonte:www.repubblica.it)
Per i nuovi nati del territorio provinciale, sono a disposizione i Kit di pannolini ecologici, chi volesse cominciare ad utilizzarli potrà richiederli presso gli Sportelli del Cittadino della Provincia di Perugia.

“Bambini leggeri” è un progetto volto ad "alleggerire" la quantità di rifiuti prodotti dall'utilizzo dei pannolini usa e getta, promossa dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Perugia. L'iniziativa ha il duplice obiettivo di ridurre i rifiuti alla fonte e l'intervento sul carovita attraverso la proposta di utilizzo di pannolini ecologici.

Nei primi tre anni di vita, un bambino produce una tonnellata di pannolini usati che vanno a finire in discarica o nell’inceneritore, calcolando una spesa media di 2 mila euro, contro i 500 euro di quelli lavabili.

Dopo la prima fase di sperimentazione diretta, iniziata qualche mese fa, la Provincia con il coinvolgimento di tutti coloro che sono vicini alla nascita e alla crescita dei bambini come i pediatri, le aziende ospedaliere, le farmacie e gli asili nido, mette a disposizione dei nuovi kit in omaggio, per diffondere il progetto in modo omogeneo su tutto il territorio.

Le famiglie che aderiscono, entreranno a far parte del progetto e del monitoraggio dei risultati che si raggiungeranno in termini di risparmi ambientali ed economici legati all’iniziativa. Partners del progetto sono:

- l’Ospedale di Perugia – Reparto di Neonatologia

- La FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri

- L’ordine dei Farmacisti

- La Coop. Centroitalia

“Bambini leggeri”, segue il più ampio Progetto Innovativo di riduzione dei rifiuti alla fonte che promuove la vendita di prodotti sfusi (Detersivi, Acqua, Latte). www.provincia.perugia.it

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi direttamente al Numero Verde 800-013474 della Provincia di Perugia.
(fonte:www.provincia.perugia.it)
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martedì 24 novembre 2009

Video- Luc Montagnier: Omeopatia- LE BASSE DOSI HANNO ORA UN FONDAMENTO SCIENTIFICO.



NUOVE PROSPETTIVE ANCHE PER L'OMEOPATIA

Straordinaria rivelazione - in anteprima mondiale - del Premio Nobel Prof. Luc Montagnier in occasione del convegno "Integrazione tra fisica, chimica e biologia alla base della medicina del futuro.

Milano, 1 ottobre 2009 - Luc Montagnier, Premio Nobel 2008 per la medicina, ha partecipato al convegno "Integrazione tra fisica, chimica e biologia alla base della medicina del futuro", tenutosi ieri a Milano presso il Circolo della Stampa. Durante il suo intervento Luc Montagnier ha rivelato in anteprima mondiale alcune sorprendenti scoperte relative alla natura del DNA umano, ottenute dal suo staff attraverso i percorsi di ricerca sull'AIDS.

Partendo dal presupposto che il DNA si organizza intorno all'acqua, che è la base dell'organismo umano, Montagnier ha dichiarato: "Questo principio è sempre stato evidente, ma è stato altrettanto trascurato, come trascurate sono state le necessarie interazioni tra la medicina e la fisica, discipline che invece sono strettamente interdipendenti, specie per quanto riguarda l'analisi della struttura dell'acqua. A queste nuove scoperte siamo arrivati seguendo i nostri percorsi di ricerca sull'AIDS, collaborando con laboratori di varie parti del mondo. Abbiamo utilizzato sensori a bassa frequenza, osservando sia i filtrati delle colture di virus sia il plasma di persone infette. E ciò che abbiamo visto è una variazione nelle frequenze delle onde elettromagnetiche, abbiamo osservato dei picchi nella fascia da 0 a 20.000 hertz"

Montagnier parla dunque di un vero e proprio fenomeno di "risonanza" nelle molecole dell'acqua quasi che essa fosse "condizionata" e quindi "condizionabile". Questo condizionamento può essere interno od anche esterno, ed in questo acquistano certamente peso certi fattori ambientali, come l'inquinamento elettromagnetico delle nostre città. Al di la di questo, è dunque possibile affermare, in estrema sintesi, che quando si diluisce una sostanza fino a far rimanere "solo acqua", essa mantiene comunque un suo background elettromagnetico.

"Abbiamo svolto molti studi sui batteri - ha proseguito Montagnier - e ci sono segnali da parte di molecole ad alto peso molecolare che anche se diluite alla 10 alla diciottesima mantengono un loro proprio segnale: abbiamo dimostrato che questo fenomeno non dipende dalla quantità, ma è un fenomeno che afferisce alla fisica quantistica, alla struttura fisica dell'acqua. Ad esempio abbiamo lasciato due distinte provette in un contenitore di lega metallica che impedisce l'irradiazione verso l'esterno, ed abbiamo visto che tra le due provette, una diluita a 10 alla terza ed una a 10 alla nona, c'era uno scambio di informazioni e di connotazioni a livello molecolare. Questo ci ha dimostrato che le molecole hanno un loro background elettromagnetico ed esso è in grado di trasferirsi da una molecola all'altra, da una provetta all'altra. Abbiamo poi misurato questi fenomeni per settimane nel sangue dei pazienti, estraendo e misurando la parte liquida del plasma umano. La maggior parte degli agenti patogeni, i batteri ma anche i virus, incluso l'HIV, producono questi segnali. Noi li abbiamo mappati, con molte tecniche di disamina differenti, e quelle che abbiamo visto è congruente con tutto quanto ho appena esposto".

Occorre ovviamente raffinare l'interpretazione di questi fenomeni - hanno precisato gli esperti presenti al congresso - ma quello che è certo è che rispetto agli esperimenti di Benveniste sulla memoria dell'acqua degli anni '80, si è ora in grado di fare degli esperimenti e poi di ripeterli, esperimenti che hanno il requisito della riproducibilità e quindi scientificamente attendibili. Tutto ciò potrebbe aiutare ad uscire dalla logica del "tanto più alto è il dosaggio del farmaco, tanto più efficace è la terapia" - ha poi aggiunto Montagnier - ed aprire nuove interessanti prospettive terapeutiche basate su paradigmi differenti da quelli indagati fino ad oggi.

All'intervento del Premio Nobel è seguito un interminabile applauso di diversi minuti, ed i contenuti della sua relazione sono stati commentati "a caldo" in modo estremamente positivo da molti accademici presenti, con parole come "innovativo, entusiasmante, questa è la medicina del futuro"
(fonte:www.guna.it)

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domenica 22 novembre 2009

Cosa contiene il vaccino influenza suina N1H1 ?




1) Il vaccino anti-suina di GlaxoSmithKline Plc Tra i suoi
ingredienti:

Adiuvante alluminio (componente che danneggia il sistema
immunitario e crea gravi disfunzioni cognitive), AS03: squalene (adiuvante
che causa infiammazioni alle giunture, lupus e “sindrome da affaticamento
cronico”), Daronrix (vaccino della Glaxo contro l’influenza aviaria),
Formaldeide (nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo e
per lo sviluppo), Octoxynol 10 (emulsionante, umidificante e antischiuma che
può alterare l’attività metabolica, danneggiare le membrane e causare un rapido
declino delle funzioni delle cellule), Polisorbato 80 (ingrediente noto per
provocare infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei, e shock
anafilattici anche mortali), Thimerosal (a base di mercurio, 50 volte più
tossico del mercurio stesso, causa di gravi disfunzioni del sistema
immunitario, neurologico e turbe motorie e comportamentali).

2) Cevalpan, il
vaccino anti-suina di Baxter International Tra i suoi ingredienti:

Cellule
Vero (cellule in coltura dal rene di una scimmia africana, prodotte in
maniera
molto dubbia, del cui processo non si sa ancora nulla), Trometamolo
(composto
organico che può essere nocivo se inalato, di cui non sono stati resi noti
gli
effetti a lungo termine), Cloruro di sodio polisorbato 80 (vedi sopra).

3)
Focetria, il vaccino di Novartis International AG Questo è il vaccino
attualmente in distribuzione in Italia. Tra i suoi ingredienti figurano:

Linea
cellulare proprietaria (di provenienza ignota), Squalene (vedi sopra) e
Span85
o Sorbitano Trioleato (emulsionante e addensante, usato anche come
pesticida, è
tossico e può avere effetti cancerogeni, neurotossici e di blocco della
crescita nei bambini). Particolarmente allarmante: l’adiuvante
“proprietario”
MF59: derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del Golfo, con
capacità altamente distruttive per il corpo umano. Alcuni esperti della
sanità
affermano che questo principio debba rientrare nella categoria delle armi
biologiche o farmacologiche. La legislazione impone che l’utilizzo del MF59
debba essere molto limitato negli esperimenti sugli animali e non prevede
assolutamente il suo utilizzo sugli uomini (ma si sa: le case farmaceutiche
sono al di sopra della legge). Molti immunologi sostengono che una dose
anche
microscopica di poche molecole di adiuvante, iniettata nel corpo umano,
possa
causare gravi e permanenti disturbi al sistema immunitario. La FDA americana
al
momento non ha ancora approvato l’utilizzo di MF59 in qualsiasi vaccino.
Eppure
troviamo questo adiuvante nel “Focetria” distribuito e somministrato in
Italia
proprio in questo momento. Detto questo… NON VACCINATEVI!

"Date le
innumerevoli richieste da parte di utenti interessati all'argomento, ho
cercato
una serie di risposte riguardanti i componenti del vaccino anti-suina.
Ho anche
sottocitato le fonti di ricerca, e non essendo nè un chimico nè un medico,
non
posso personalmente dare una certezza di quanto sotto riportato".

ADIUVANTE
ALLUMINIO: I dati dei primi studi che hanno messo a confronto 2 differenti
formulazioni con diversi adiuvanti del candidato vaccino, Cervarix, per la
prevenzione del tumore della cervice hanno rivelato che la risposta
immunitaria
del vaccino contenente l’adiuvante AS04 è maggiore e più duratura nel tempo,
rispetto al vaccino in cui l’adiuvante era rappresentato dal solo sale di
alluminio. Negli studi sugli esseri umani, i soggetti hanno ricevuto un
ciclo
di 3 dosi ( a 0, 1 e 6 mesi ) del vaccino anti-papillomavirus, preparato da
GlaxoSmithKline, formulato con l’adiuvante AS04 o con il convenzionale sale
di
alluminio. E’ stato osservato che i livelli anticorpali indotti dal vaccino
anti-HPV con adiuvante AS04 erano 1.5 e 2.1 volte maggiori per il tipo 16 e
per
il tipo 18 di HPV, rispettivamente, dopo 3.5 anni dalla vaccinazione,
rispetto
all’altro vaccino con il sale di alluminio come adiuvante. E’ stata anche
dimostrata la capacità del vaccino con adiuvante AS04 di aumentare il numero
delle cellule B di memoria. Dopo 1 mese dal termine del ciclo di 3
iniezioni,
il numero delle cellule B di memoria era 2 e 3.6 volte più alto per HPV 18 e
HPV16, nei soggetti trattati con il vaccino con adiuvante AS04.Le cellule B
di
memoria sembrano avere un ruolo chiave nella persistenza dei livelli
anticorpali dopo vaccinazione. ( Xagena_2006 )
Fonte: GlaxoSmithKline, 2006


AS03: SQUALENE: E’ contenuto nel vaccino pandemico Pandemrix. Anche questo è
base di squalene, ma contiene anche altre sostanze, come il TIOMERSALE.
Il
Tiomersale non è un adiuvante, ma un composto antimicrobico con funzioni di
conservante; è a base di mercurio organico. Anche sul Tiomersale si è
scatenata
nel web un vera e propria campagna-contro, che parte dal presupposto che il
mercurio (è questo è vero) provoca danni neurologici. Se il presupposto è
fondato, le conclusioni, tuttavia, sono discutibili. Infatti, i danni
neurologici causati dal mercurio sono dose-dipendenti; studi epidemiologici
non
hanno mostrato alcuna relazione fra vaccini con tiomersale e disturbi del
neurosviluppo, tra cui l’autismo; la forma di mercurio contenuta nel
tiomersale, che è l’etilmercurio, è escreta con molta rapidità.Il problema
del
Tiomersale ha riguardato soprattutto gli USA, dove esiste un diverso
calendario
vaccinale, comportante un accumulo di dosi, soprattutto nei bambini, perché
hanno un peso corporeo più basso rispetto alla quantità di Tiomersale.
Perciò,
si sconsiglia l’uso di vaccini contenenti Tiomersale nei neonati e nei
bambini
al di sotto dei 6 mesi.Quello del Tiomersale è un falso problema; assumiamo
molto più mercurio mangiando pesce, cosa che facciamo spesso, che
vaccinandoci
poche meno volte nella vita; eppure, mangiare pesce non è controindicato (e
sarebbe assurdo se lo fosse), in quanto il mercurio eventualmente con esso
assunto viene poi escreto abbastanza facilmente dall’organismo e non si
arriva
all’effetto cumulo.Diversa è la questione del mercurio che una volta era
contenuto nell’amalgama delle otturazioni dentarie; qui il mercurio veniva
lentamente liberato sotto forma di vapore, che andava direttamente nei
recettori olfattivi della mucosa nasale e di qui direttamente nel sistema
nervoso centrale, provocando disturbi di tipo neuropsichico.In ogni caso, l’
EMEA, per non ravvisando nel Tiomersale sicuri effetti dannosi, ha
raccomandato
che venga gradualmente ridotto dai vaccini, fino ad essere completamente
eliminato.Per la produzione di vaccini viene utilizzata anche la
FORMALDEIDE,
che ha lo scopo di “inattivare” il virus. Anche su questi eccipienti si è
scatenata una ridda di voci contro nel web, assumendo come motivo che la
formaldeide è cancerogena.
FORMALDEIDE:La formaldeide è chiamata anche
formalina o formolo. E’ vero, la formaldeide è cancerogena; la
cancerogenicità
della formaldeide è legata, però, alla continuità di esposizione e al
dosaggio.
Anche comuni detersivi in commercio, lacche, vernici, isolanti, persino
alcuni
alimenti conservati contengono formaldeide.Gli studi epidemiologici, finora,
hanno dimostrato una correlazione certa fra formaldeide e tumori solo nelle
persone esposte in ambienti di lavoro ad alte dosi.E’ corretto fare campagne
che mirano alla riduzione nell’ambiente di questa sostanza, che è presente
dappertutto, perché è un inquinante”ubiquitario” e il suo effetto tossico
perdurante nel tempo anche a bassi dosaggi potrebbe essere sottovalutato.
Tuttavia, nell’uso che viene fatto per la produzione di vaccini, anche
quello
della formaldeide è veramente un falso problema.
Fonti: OMS, EMEA, Ministero
Lavoro-Salute-Politiche Sociali.

OCTOXYNOL 10 (anche conosciuto come Triton X-
10): è un tensioattivo non ionico che ha un gruppo idrofilo di ossido di
polietilene (in media ha 9,5 unità di ossido di etilene) e un gruppo
lipofilico
o idrofobico. Il gruppo idrocarbonico è del tipo
4-(1,1,3,3-tetrametilbutil).
Esso è relativo alla gamma di detergenti "Pluronic" commercializzati dalla
BASF. sono copolimeri tri-gruppo dell'ossido di etilene e di ossido di
propilene. Alla temperatura ambiente è molto viscoso ed è quindi
utilizzabile
più facilmente dopo essere stato leggermente riscaldato. Utilizzo:
Detergente
comunemente usato nei laboratori di biochimica, può essere impiegato per
permeabilizzare le membrane della cellula eucariota,è utilizzato in
congiunzione con i detergenti come il CHAPS (o il CHAPSO) per solubilizzare
le
proteine di membrana nel loro stato nativo, è usato in quasi tutti i tipi di
composti detergenti liquidi, pastosi e in polvere, spaziando da prodotti
esclusivamente industriali ai detergenti delicati, può essere usato nella
estrazione del DNA come parte della soluzione tampone della "lisi gently"
(di
solito in una soluzione del 5%).

POLISORBATO 80:Monoleato di poliossietilene
sorbitano (20) Definizione: Il monooleato di poliossietilensorbitano
consiste
in una miscela degli esteri parziali del sorbitolo e delle sue mono- e
dianidridi con acido oleico commerciale alimentare, condensato con circa 20
moli di ossido di etilene per mole di sorbitolo e delle sue anidridi.
Tenore:
Non < 65,0% di gruppi di ossietilene, pari a non menodel 96,5% di monooleato
di
poliossietilensorbitano (20) su base anidra. Descrizione: Liquido oleoso a
25°
C, di colore tra il giallo limone e l’ambra, con un debole odore
caratteristico. Utilizzo: essendo un emulsonante/tensioattivo utilizzato non
solo in cosmetica ma anche in campo alimentare.
Thimerosal o Thiomersal: è il
nome commerciale dei sali composti da etilmercurio (e non metilmercurio),
alluminio e un anione contenente zolfo (spesso un composto aromatico). Dal
1930
viene utilizzato come conservante nella preparazione dei vaccini e di
soluzioni
disinfettanti per le lenti a contatto in quanto è un potente antisettico
topico.
Negli Stati Uniti, nell'Unione Europea e in alcuni altri paesi tale
composto viene progressivamente eliminato dai vaccini che vengono dati ai
bambini [1] [2].

Fonte: Wikipedia

TROMETAMOLO: Il ketorolac trometamolo è un
analgesico il cui meccanismo d'azione è riferibile all'inibizione della
prostaglandina sintetasi. Questo farmaco presenta un notevole e rapido
effetto
analgesico e, in minor grado, un effetto antiinfiammatorio e antipiretico.
Il
ketorolac trometamolo può provocare lesioni gastrointestinali come ulcere e
sanguinamenti, mentre è piuttosto rara l'alterazione della funzionalità
epatica
e renale.

ADIUVANTE MF59: Lo squalene è il precursore biochimico degli steroidi
[1] e viene generalmente utilizzato come adiuvante nei vaccini. Con il
termine
steroide si identifica qualsiasi lipide con quattro anelli di carbonio fusi
[policicloalifatici,A,B,C,D] per un totale di 17 atomi di carbonio ciclici
collegati spesso a una coda alchilica; sono steroidi il colesterolo, gli
ormoni
sessuali (es. testosterone, diidrotestosterone, estradiolo, progesterone) e
gli
ormoni corticosurrenali (es. cortisolo, androsterone). Gli steroidi sono
biosintetizzati attraverso la via metabolica dell'acido mevalonico.
Caratteristica comune è la presenza dei quattro anelli di carbonio, 3 cicli
a
sei atomi [A,B,C] e 1 ciclo [D] a cinque atomi in disposizione analoga al
ciclopentanoperidrofenantrene. Mentre i diversi steroidi si differenziano
per
la presenza o l'assenza degli atomi di carbonio identificati dai numeri da
18
in su e per i gruppi funzionali presenti sul resto della struttura. Sono
noti
centinaia di steroidi diversi, isolati da specie animali e vegetali. Il loro
ruolo più importante nei sistemi viventi è quello di fungere da ormoni.
Nella
fisiologia e nella medicina umana, i più importanti steroidi sono il
colesterolo, gli ormoni steroidei, nonché i loro precursori e metaboliti.
Gli
ormoni steroidei presenti nel plasma sono quasi completamente legati a
proteine
leganti che ne inibiscono l'azione biologica, stando alle conoscenze attuali
solo la frazione libera esercita effetti biologici, entrando nel nucleo
cellulare e legandosi a fattori di trascrizione nucleari che stimolano o
inibiscono l'espressione genica a seconda dei geni coinvolti. È da
sottolineare
che la parola "steroide" si riferisce soltanto alla struttura chimica e non
alle funzioni biologiche, infatti ad esempio il testosterone migliora
l'azione
dell'insulina, il cortisolo la inibisce, oppure il testosterone stimola la
sintesi di massa ossea e muscolare, il cortisolo la degrada. Il colesterolo
è
un importante alcol steroideo (uno sterolo), essendo un comune componente
delle
membrane delle cellule animali. Da esso l'organismo produce un'ampia serie
di
altri steroidi, tra cui gli ormoni sessuali dei vertebrati.
Per completezza d’
informazione, riporto un articolo del New England Journal of Medicine (NEJM)
con i risultati di un’analisi sull’impiego dello squalene, l’adiuvante
contenuto nel vaccino della Novartis in distribuzione in Italia, che secondo
una certa corrente del web sarebbe causa di reazioni immunitarie e di
mallattie
rare – come la sindorme di Guillain-Barré, già verificatasi nel caso della
somministrazione di un analogo vaccino anti-pandemia nel 1976. L’OMS nega
qualsiasi relazione fra di esse e l’impiego di MF-59: l’adiuvante è stato
autorizzato in Italia nel 1997, e da allora ne sono state distribuite 22
milioni di dosi. Non si conoscono studi recenti che abbiamo monitorato l’
insorgenza di malattie a carattere immunitario in soggetti che hanno fatto
uso
di vaccini. L’OMS non ne cita.Veniamo ai dati della ricerca pubblicata dal
NEJM:
Abbiamo condotto un unico studio, che coinvolge 175 adulti, da 18 a 50
anni di età, per verificare l’influenza del monovalente A/California/2009
(H1N1)
- vaccino antigene di superficie, in entrambe le forme adiuvato MF59 e non
adiuvato. I soggetti hanno ricevuto – in modo random – due iniezioni
intramuscolari di vaccino contenente 7,5 microg di emoagglutinina il giorno
0
in ogni braccio o una iniezione al giorno 0 e l’altra il giorno 7, 14, o 21,
o
due dosi 3,75 microg di MF59-adiuvato vaccino, o 7,5 o 15 microg di vaccino
non
adiuvato, somministrato al 21° giorno. Risposte anticorpali sono stati
misurate
mediante emoagglutinazione-test di inibizione e un test
microneutralizzazione
nei giorni 0, 14, 21, e 42 dopo l’iniezione della prima dose.

Risultati di un’
analisi delle risposte al vaccino adiuvato MF59 – dose da 7,5 μg – a 14 e a
21
giorni dalla somministrazione (dati relativi a quattro dei sette gruppi di
studio, per un totale di 100 soggetti). Le reazioni più frequenti, locali e
sistemiche, sono stati dolore al sito di iniezione e dolori muscolari,
osservati nel 70% e il 42% dei soggetti, rispettivamente. Due soggetti hanno
riportato la febbre, con una temperatura di 38 ° C o superiore, dopo la
prima
somministrazione. Titoli anticorpali, espressi come medie geometriche, sono
stati in genere superiori a 14 giorni tra i soggetti che avevano ricevuto
due
7.5-μg di dosi di vaccino adiuvato MF59-che tra coloro che avevano ricevuto
un
solo punto da questo momento (P = 0,04 dal emoagglutinazione – Saggio di
inibizione e P <0,001 per il test microneutralization). Entro 21 giorni dopo
la
vaccinazione con la prima dose di 7,5 microg di vaccino adiuvato MF59, i
tassi
di sieroconversione, misurata con l’uso di un emoagglutinazione-test di
inibizione e un test microneutralization, è stata del 76% e il 92% dei
soggetti, rispettivamente, che avevano ricevuto una sola dose fino ad oggi
(con
la seconda dose prevista per il giorno 21) e 88 a 92% e da 92 a 96% dei
soggetti, rispettivamente, che aveva già ricevuto entrambe le dosi (P = 0,11
e
P = 0.64, rispettivamente).
Questo cosa significa? Che l’MF-59 non ha effetti
di tipo immunitario sull’organismo? Sulla base dell’analisi riportata dal
NEJM
non è possibile affermarlo. Il dubbio è la reazione nel tempo, per la quale
non
esiste letteratura, poiché le 22 milioni di dosi somministrate sinora, a
detta
dell’OMS, hanno inciso maggiormente su una categoria di persone avente età
superiore a 65 anni. E’ pur vero che lo squalene è presente nel nostro
corpo,
negli alimenti ecc. nella sua forma naturale (di fatto già lo assumiamo
attraverso il cibo). In ogni caso, da parte del governo italiano non si ha
notizia alcuna dell’esistenza delle eventuali procedure di monitoraggio a
lungo
termine sui vaccinati, mentre il governo americano si sta organizzando in
tal
senso (vedi: Vaccino A-H1N1: quale monitoraggio sugli effetti collaterali?).

NEJM — Trial of Influenza A (H1N1) 2009 Monovalent MF59-Adjuvanted Vaccine —
Preliminary ReportResults of an interim analysis of the responses to the
7.5-µg
dose of MF59-adjuvanted vaccine by days 14 and 21 are presented (data from
four
of the seven groups studied, for a total of 100 subjects). The most frequent
local and systemic reactions were pain at the injection site and muscle
aches,
noted in 70% and 42% of subjects, respectively. Two subjects reported fever,
with a temperature of 38°C or higher, after the first dosing. Antibody
titers,
expressed as geometric means, were generally higher at day 14 among subjects
who had received two 7.5-µg doses of the MF59-adjuvanted vaccine than among
those who had received only one by this time point (P=0.04 by the
hemagglutination-inhibition assay and P<0.001 by the microneutralization
assay). By 21 days after vaccination with the first dose of 7.5 µg of MF59-
adjuvanted vaccine, the rates of seroconversion, as measured with the use of
a
hemagglutination-inhibition assay and a microneutralization assay, were 76%
and
92% of subjects, respectively, who had received only one dose to date (with
the
second dose scheduled for day 21) and 88 to 92% and 92 to 96% of subjects,
respectively, who had already received both doses (P=0.11 and P=0.64,
respectively).
• Conclusions In preliminary analyses, the monovalent influenza
A (H1N1) 2009 MF59-adjuvanted vaccine generates antibody responses likely to
be
associated with protection within 14 days after a single dose is
administered.
(ClinicalTrials.gov number, NCT00943358tags: no_tag
• Vaccino per l’influenza
A/H1N1: l’OMS e la sicurezza dello squalenetags: no_tag
• Lo squalene è un
componente di alcuni adiuvanti che vengono aggiunti ai vaccini al fine di
incrementare la risposta immunitaria. Lo squalene è una sostanza presente in
natura (nelle piante, negli animali e negli esseri umani) che viene
sintetizzata nel fegato e che circola nel sangue umano.
• Si trova in molti
alimenti, cosmetici, farmaci ed integratori. Lo squalene viene estratto, per
ragioni commerciali, dall’olio di pesce, in particolare dall’olio di fegato
di
squalo
• L’MF59, un adiuvante contenente lo squalene, fa parte del vaccino anti-
influenzale stagionale ed è stato autorizzato nel 1997 in Italia e
successivamente anche in diversi altri Paesi. Ogni dose di vaccino contiene
circa 10mg di squalene.
• Oltre 22 milioni di dosi sono stati distribuiti da
allora fino ad oggi (2006). I numeri di eventi avversi e reazioni locali non
sono risultati superiori rispetto a quanto ci si aspettava in base agli
eventi
dovuti ad altri vaccini anti-influenzali; sembra quindi che lo squalene non
rappresenti un rischio significativo.
• Alcuni vaccini sperimentali, inclusi
dei vaccini anti-pandemia, vaccini anti-malarici e vari altri vaccini di
natura
virale e batterica, vengono allestititi con adiuvanti contenente lo squalene
con l’obiettivo di rafforzare l’immunogenicità e quindi l’efficacia dei
vaccini. Sono stati condotti studi clinici con vaccini contenente squalene
coinvolgendo bambini e lattanti senza risultati preoccupanti dal punto di
vista
della sicurezza.
• E’ stato ipotizzata una relazione tra problemi di salute dei
veterani della guerra del Golfo e la possibile presenza di squalene nei
vaccini
che ai soldati sono stati somministrati. Un report pubblicato ha ipotizzato
che
alcuni dei veterani esposti al vaccino anti-antrace hanno sviluppato
anticorpi
anti-squalene e che questi anticorpi hanno successivamente provocato
disabilità. Tuttavia lo squalene non faceva parte dei vaccini somministrati
ai
veterani e non è stato neppure utilizzato nel processo di produzione dei
vaccini. Sono stati pubblicati molti studi che hanno evidenziato dei limiti
tecnici di questo report.
• La maggior parte degli adulti, specialmente quelli
più anziani, indipendentemente dalla loro storia vaccinale, possiedono
anticorpi naturali che reagiscono con lo squalene
• In uno studio clinico l’
immunizzazione con il vaccino anti-influenzale contenente squalene non ha
modificato né frequenza né titolo degli anticorpi anti-squalene.
• Il comitato
(il Global Advisory Committee on Vaccine Safety) è d’accordo nel ribadire
che
preoccupazioni sul fatto che lo squalene contenuto nei vaccini possa indurre
anticorpi anti-squalene siano infondate.
• dal momento che le esperienze con i
vaccini contenente squalene derivano in primo luogo dalla vaccinazione di
persone appartenenti a fasce di età più anziane , il comitato evidenzia la
necessità di condurre, con particolare attenzione, studi post-marketing al
fine
di identificare qualsiasi eventuale evento avverso.
(fonte:www.vogliovivere.it)
Continua...

giovedì 5 novembre 2009

Serge Latouche: Scommettiamo sulla decrescita


Per il filosofo ed economista francese è la via d'uscita dalla crisi. "Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe, e abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale"

di Fabrizio Ricci
C'è un legame evidente tra il pensiero di Aldo Capitini, filosofo e politico antifascista, "partigiano" della non violenza e Serge Latouche, filosofo ed economista, "partigiano" della decrescita. Anche la teoria della decrescita infatti è una forma di pensiero non violento, rivolto nei confronti del pianeta. Non sorprende dunque che in occasione del 40esimo anniversario della morte dell'ideatore della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, la Fondazione Aldo Capitini abbia voluto invitare proprio il professor Latouche a tenere a Perugia una lectio magistralis sulla "Decrescita come uscita dalla crisi".

Il pubblico, numerosissimo e costretto a stringersi all'inverosimile per ascoltare il professore francese, è stato comunque ripagato con un'ora e mezza di analisi e teoria, a metà tra sogno e realtà, utopia e concretezza. Peraltro in un ottimo italiano.

L'esordio di Latouche è di quelli fulminanti: "Noi che siamo qui in questo momento abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale. Si tratta di un una fatto rarissimo, paragonabile alla fine dell'Impero Romano. Con la differenza che questo si è svolto in un arco temporale di 700 anni, mentre il crollo della nostra civiltà si compierà in meno di trent'anni".

Da "obiettore della crescita", Latouche fa partire la sua critica da Adam Smith, che della crescita è "sognatore" e teorizzatore. Sì, perché l'idea di Smith, quella di costruire una società in cui tutti si arricchiscono sempre di più, è all'inizio soltanto un'utopia, un "sogno" appunto. "Ma come spesso accade e speriamo che sarà così anche per la Decrescita - osserva Latouche - le utopie di oggi possono diventare almeno in parte la realtà di domani". Quella di Adam Smith lo diventa intorno al 1850, grazie all'invenzione del sistema termoindustriale, basato sull'energia fossile, che nell'arco di un secolo porta al compimento della società "dei consumi". Essa, secondo Latouche, poggia su tre piedi: la pubblicità, che spinge al consumo "rendendoci infelici di ciò che abbiamo", il credito, che dà i mezzi per realizzare l'impulso consumistico e "l'obsolescenza programmata" che forza a consumare di continuo.

Questi elementi, secondo il teorico della Decrescita, fanno della società dei consumi una "società totalitaria soft", in cui l'uomo non è più padrone del suo destino perché è sottomesso "all'imperialismo dei mercati", al "dominio della mano invisibile". Una società simile è destinata pertanto a condurci inesorabilmente a quella che gli esperti chiamano "la sesta scomparsa delle specie", un'estinzione di massa come quella che cancellò dal pianeta i dinosauri. La differenza è che stavolta si viaggia a una velocità impressionante. "Bisogna stare seduti bene per sentire quello che sto per dire - ha avvertito Latouche rivolto al pubblico in sala - ogni giorno si estinguono tra le 50 e le 200 specie". Ovviamente, si tratta per lo più di batteri, di specie invisibili, ma non solo di queste (ci sono ad esempio anche le api: in Italia ne sono scomparse 23 miliardi in pochissimo tempo).

Campanelli di allarme talmente clamorosi che portano Latouche a dire: "Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe". L'ultimo rapporto dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) afferma infatti che anche se smettessimo da oggi di bruciare anche una sola goccia di petrolio non potremmo comunque evitare l'innalzamento di due gradi della temperatura globale entro la fine del secolo. Conseguenze? "Centinaia di milioni di emigrati dell'ambiente, la metà del Bangladesh sott'acqua, ma anche una buona parte dell'Italia". E questo, secondo il professore francese, è "lo scenario migliore", perché i due gradi potrebbero diventare sei e allora possiamo "dire addio alla specie umana".

E qui arriviamo alla parte centrale della lectio del professor Latouche: creare una alternativa alla società della crescita per uscire dalla crisi. Arriviamo cioè alla Decrescita. Sulla lavagna allestita per la lectio compare allora un cerchio ("un circolo virtuoso") con 8 "r" collocate tutte intorno. E' il progetto politico di Latouche, "l'utopia concreta della Decrescita". Le 8 "r" rappresentano 8 parole d'ordine: rivalutare (prima di tutto la sobrietà), riconcettualizzare (la scarsità e l'abbondanza, il pubblico e il privato), ristrutturare (il sistema produttivo, costruendo cose più utili), rilocalizzare ("non è possibile che 8.000 camion trasportino ogni giorno acqua San Pellegrino dall'Italia alla Francia e acqua Evian dalla Francia all'Italia"), ridistribuire ("l'occidente rappresenta il 20% della popolazione mondiale e consuma più dell'86% delle risorse naturali"), riutilizzare ("per risparmiare risorse naturali e creare posti di lavoro"), riciclare ("ciò che non è possibile riutilizzare"), ridurre ("la nostra impronta ecologica, ma anche gli orari di lavoro").

Ma i critici di Latouche e del suo movimento hanno gioco facile a dire: sono tutte cose astratte, se volete essere credibili dovete fare proposte concrete e presentare un programma. E allora ecco che, per concludere la sua lectio, il professore francese decide di stare al gioco e di presentare il suo "programma elettorale".

"Ho sognato che mi candidavo alle elezioni presidenziali con un programma elettorale in pochi punti. Proponevo di ridurre del 75% la nostra impronta ecologica, introducendo una tassa ambientale sui trasporti, per favorire il consumo a 'chilometri zero'. Al tempo stesso proponevo di ricostruire l'agricoltura contadina, rinunciando all'uso dei pesticidi, di trasformare i guadagni di produttività in riduzione dell'orario di lavoro e altre cose simili. Sulla base di questo programma mi sono candidato, sono stato eletto con il 51% e ho iniziato ad applicare il programma. La settimana dopo sono stato assassinato".

Quale è la morale della favola? "Primo. Ciò che non è ancora possibile a livello globale, può comunque esserlo a livello locale o individuale. Secondo. Ciò che non è possibile oggi potrebbe esserlo domani. Terzo. Ciò che non è possibile qua è già possibile altrove, come in America Latina". In conclusione, per Latouche "la Decrescita è una scommessa che non siamo sicuri di vincere. Ma in ogni caso, vale la pena di tentare".
(fonte:www.rassegna.it)
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mercoledì 4 novembre 2009

Attenti: Non è pericolosa la suina, ma chi vi sta dietro! (video David Icke)


é da anni che le multinazionali fanno le prove generali e adesso con la scusa della suina, sono vicini al loro risultato, controllare globalmente la popolazione.
Bisogna ricordare, che anche con l'esperimento HIV stanno andando avanti, quindi dal loro punto di vista, a gonfie e vele!
Le persone, per la maggior parte non ha accesso ad una piena e libera informazione, e molte di quelle che l'avrebbero, sono imbambolate dalla tv e dalla propaganda di chi vuole tenere nascosto tutto questo.
Sembra incredibile, ma nel tempo di internet e delle connessioni veloci, probabilmente non c'è mai stata nel mondo tanta stupidità ed ignoranza.
Con il crescere della tecnologia, è aumentata la scienza dell'imbonimento e del controllo globale.
Onestamente non so proprio come si potrà fermare tutto questo, so solo che se qualcosa o qualcuno non interverrà con forza e convinzione, la catastrofe è vicina, anzi no, è già iniziata, ma non ce ne rendiamo conto, ancora, pienamente!
Qui un altro articolo sull'influenza suina: http://attentialweb.blogspot.com/2009/05/febbre-suina-superstizione-del-contagio.html
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lunedì 2 novembre 2009

Concorso fotografico nazionale rete.comuni-italiani.it e i nuovi furbetti del web


Che bello il titolo "concorso fotografico nazionale eh!" Attira molto, come se fosse organizzato da un ente statale, magari dalla Presidenza del Consiglio!Ed invece no, è organizzato dalla Prometheo.it; una srl, cui unico scopo evidente è fare soldi, organizzando corsi di informatica, e questo concorso fotografico.
Eh si, devo ammettere che ci sono cascato come un asino. Come tutti, sono stato attratto dal montepremi e dalla notorietà! Certo, avrei dovuto informarmi molto meglio, prima di partecipare a questo bel sistema, ma il sito è enorme, e molte regole e codicilli, si apprendono bene solo una volta iscritti, ma ormai è tardi e si è presi nell'ingranaggio, senz'altro ben congeniato.
Devo dire che gli autori, non hanno inventato niente di nuovo, ma hanno attinto a piene mani, da chi, prima di loro ha ideato alcuni schemi molto funzionali, per far lavorare gli altri e guadagnare il massimo, con il minimo sforzo.
Uno degli inventori di tale metodo è Google, che è diventato grande grazie agli utenti, ma anche Facebook, youtube e i vari forum e\o aggregatori di notizie. Tutte "invenzioni" che vivono alle spalle degli utenti che si fanno il mazzo a creare, pensare, scrivere, fotografare,filmare, comporre ecc ecc. A loro il solo compito di raccogliere il sudore di chi ha lavorato giorno e notte.
Il bello è che se qualcuno fa un opposizione, la loro risposta preferita è che non eri obbligato ad aderire al concorso, ed è vero, infatti sono qui solo per avvertirvi, di certi "particolari" poco noti, poi fate quello che volete!
Nelle pagine del concorso, vi è molta pubblicità, e quindi una presenza massiccia di persone è sinonimo di lauti guadagni (lo so perchè sono iscritto a Google adsense). Ma come ottenere tanti contatti oltre che il miraggio concorso\montepremi? Creando un forum! E qui onestamente devo dire che le genialate si susseguono. Sono riusciti perfino a far diventare l'arte, fotografica un lavoro di gruppo! Pensate per un attimo ai grandi pittori o scultori che creavano le loro opere non da soli, ma in gruppo di 30!!! Anche in questo caso, non c'è obbligo di aderire ad un team, ma dato che il montepremi è diviso per categorie, se vuoi avere più possibilità di vincita devi per forza entrare in un team! Ecco che a questo punto iniziano sfide, strategie, tattiche varie che comportano una madornale perdita di tempo davanti al pc e per loro è tutta manna!
A questo punto un mio sospetto....Tra le varie regole, la possibilità di proporre panorami, ma non scorci.....e qua c'è da ridere, perchè regolarmente si vedono panorami passati per scorci e viceversa; mi sono domandato allora il perchè di tale confusione, visto che la differenza tra panorama e scorcio è così minima e di difficile definizione, perchè non accettare entrambe? L'unica risposta plausibile è sempre la stessa: fare presenze sui forum! Ma non preoccupatevi, ci sono molte persone che passano giorno e notte sul sito in cerca di "irregolari" (persone che hanno proposto foto non in tema) Ma chi ce lo fa fare!? Anche in questo caso l'invenzione è molto antica, andando a ritroso nella storia, probabilmente arriveremo a Satana il Diavolo! Ti do un pò del mio potere, magari dandoti il titolo di "senior" e tu lavori alacremente per me, giorno e notte, ma soprattutto gratis! Non avete idea di quante persone ci cascano, è incredibile!! Questo discorso si ricollega ad un'altra genialata. Tutti i partecipanti possono non solo segnalare foto potenzialmente fc (fuori concorso) ma anche commentare e qui il circo si fa completo. Dato che siamo nel web, nessuno sembra preoccuparsi più di tanto delle calunnie e bugie che uno scrive come commento sotto una foto; questo è un esempio tipico: http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/87697 Guardate i commenti e le mie risposte. Dopo che una persona priva di ogni qualifica, mi ha dato del truffatore e bugiardo, sono stato io messo sotto osservazione. é certo che queste persone che animano il concorso, sono da premiare! Il meccanismo è mostruoso nella sua semplicità; anche in questo momento ho messo un link e sto scrivendo su questo concorso, tutta pubblicità!
Il risultato delle discussioni dell'esempio riportato sopra? Mi spiace quasi dirlo, ma è risulato lampante che avevo ragione io, ed infatti ho scritto questo commento, che a ora è fermo da diversi giorni in attesa di essere approvato. (tengo a precisare che normalmente i commenti appaiono in tempo reale, meno che delle persone che sono in pre-moderazione, come il mio caso)

"Questa risulta essere la terza peggiore delle mie foto candidate in questa fase di votazioni. Mi dispiace dire: avevo ragione, ma nessuno mi farà cambiare idea. 5.42 perchè alcune persone prive di ogni qualifica, hanno messo pesanti dubbi sulla regolarità della foto, anche dopo che ho assicurato il contrario, quindi insistendo e dandomi indirettamente del bugiardo.
Questo tipo di votazioni l’ho affermato prima delle medesime, sono per me assurde, se si lascia infangare l’onorabilità del fotografo, e le sue opere.Oppure questa foto fa schifo e merita 5.42, ma anche in tal caso, è meglio che vada a perdere tempo altrove, perchè vuol dire che di fotografia non mi intendo davvero una cippa.
Non rispondetemi vi prego, e valutate voi in vostro cuore, perchè la mia permanenza qui, è ristretta al minimo indispensabile e quindi non farò più commenti, se non qualche ringraziamento, per non passare ancora da maleducato."

Beh direte voi, ma allora riprenditi le tue foto e vattene....eh no! Se me ne vado, o vengo cacciato, cedo tutti i diritti delle mie foto a loro, perchè se ne guardano bene di restituirmele, della serie, il fotografo è pessimo, ma le opere non tanto!
Ma a questo punto devo fare un passo indietro per meglio spiegare.
Ho già accennato alla Prometheo srl di Napoli, cui delegato unico è tale Massimo Di Bello, moderatore, amministratore, redattore del concorso e di come vivino di corsi e pubblicità, ma ora devo illustrarvi il profilo di un altro componente di spicco della redazione, il sig. Vincenzo Costantino. Nella pagina personale di wikipedia leggiamo:
"Vincenzo Costantino è nato il 12/10/1974 e figlio d'arte. Figlio di fotografo professionista esperto della fotografia di matrimonio. Non ha sposato subito l'arte con la fotografia, ma già da addolescente ha saputo utilizzare i più diffusi strumenti fotografici professionali e non, imparando anche le più svariate tecniche, che man mano con gli anni e l'avvento dell'informatica ha saputo affinare ed evolvere dall'analogico al digitale, passando per tutte le fasi dello sviluppo tecnologico dell'immagine. Specializzato in foto di cerimonie e panoramiche, ora si trova a ricoprire, anche, il ruolo di fotografo reporter per ritrarre tutti i comuni e immortalare in foto parti di ogni città. Dalla semplice piazza ai più maestosi monumenti."
Capite!? Perchè farsi il mazzo a girare tutta Italia, quando possono benissimo essere gli italiani a lavorare per lui e mandare ottimi scatti!?!?Notate il "specializzato foto panoramiche" Quando guarda caso uno dei due temi di quest'anno è "Panorami d'Italia!"
Non ci credete? Il numero di foto che si possono mandare è illimitato e da contratto la prometheo può farne ciò che ne vuole, tra l'altro venderle a chi vuole, con il solo vincolo di dire il nome del fotografo. Due cose portano a pensare che si tratti tutto di commercio: Il formato delle foto che bisogna rispettare, il fatto che le foto messe in Fc rimangano di loro proprietà, invece che essere immediatamente cancellate,(qualcuno interessato a comprarle si trova sempre!) ma ritorniamo al formato. Le foto devono essere candidate con un formato minimo di 1600 x 1200 e fino a 3 Mb; un taglia ideale per essere vendute e stampate da chiunque; ma almeno i visitatori possono vedere bella nitida una foto così grande? Nooooooooo guardate una foto da me postata, al massimo ingrandimento possibile che il concorso da (la stessa qui sopra) http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/113234/view Quello che gli interessa è avere il formato grosso, non far vedere meglio la foto ai visitatori e autori, noi siamo solo mucche da mungere!
Ma almeno una foto bella, arriva in finale? Secondo me, le possibilità sono quelle di una vincita al gratta e vinci, con la differenza che per il gratta e vinci, perdi meno tempo, e vi spiego perchè. Dato che le foto vengono votate dagli stessi pertecipanti, è chiaro che una foto in diretta concorrenza e\o troppo bella non verrà votata da tutti, e anche se la direzione dice che sta adottando strategie per evitare questo, nessuno potrà mai dirmi che i miei gusti personali sono frutto di strategie personali, inoltre come abbiamo visto nell'esempio sopra, commenti messi ad arte in foto molto belle, possono inculcare dubbi (o certezze!?) in chi vota, con il risultato che una bella foto non arriva nemmeno in finale; ci sono poi le strategie del team e dello scambio di voti tra autori "amici" che creano una ragnatela inestricabile, ma sempre a vantaggio delle visite e della pubblicità del sito\concorso.
Va beh, mi ritiro senza cancellarmi, così non perdo i diritti sulle mie foto (non si sa mai).....nooooooooooo non puoi più! Sei obbligato a fare 4 turni di votazione, votando ogni turno un minimo di 100 fino ad un massimo di 200 coppie di foto, pena la sottrazione del 10% di punteggio dalle proprie foto, quindi ogni mese devi votare da 400 a 800 coppie di foto e il concorso dura da Giugno 2009 al febbraio 210, fate un pò voi i calcoli!! Inoltre devi obbligatoriamente candidare almeno una foto al mese se vuoi continuare a giocare e questo è veramente incredibile; penso che sia l'unico concorso fotografico nel mondo, che non solo non mette un tetto al numero di foto candidabili, ma che addirittura ti obbliga a metterne un minimo al mese! Beh del resto cosa c'è da stupirsi, come abbiamo visto più foto gli arrivano, in concorso o fc, e più guadagnano!
Sicuramente mi sono dimenticato molte cose su questo concorso perchè è stato concepito da dei geni dell'informatica e questo tanto di cappello, ma in sintesi, anche se non ravvedo truffe o raggiri attaccabili legalmente, penso che prima di entrare a far parte di questo meccanismo, un fotografo debba leggere molto attentamente il regolamento e quello che ho appena scritto, ma soprattutto le linee guida dell'"Associazione nazionale fotrografi professionisti" che hanno stilato un vademecum sui concorsi fotografici.http://www.fotografi.org/concorsi/ Riporto solo uno dei consigli, e poi valutate voi:
"Ecco i principali punti negativi:
a) Quando l'Organizzatore inserisce come regola del bando la concessione dei diritti di utilizzo di TUTTE le immagini inviate, per impieghi differenti dall'esposizione delle immagini all'interno della manifestazione stessa, o ad iniziative collegate.
In sostanza: e' decisamente inaccettabile il bando di concorso che preveda che chi partecipa al concorso ceda all'Ente organizzatore il diritto di sfruttamento di tutte le immagini inviate, anche per finalita' differenti dall'ovvia e corretta possibilita' di mostrare le immagini partecipanti, e di promozionare e descrivere il concorso stesso.
Questa situazione nasconde nella maggior parte dei casi il maldestro tentativo di recuperare molte immagini in totale cessione a un costo irrisorio, ed ha un ovvio effetto di svilimento del valore dell'immagine fotografica in se'."

Buona fortuna, e non fate come me....state attenti ai furbetti del web!!!
Continua...

venerdì 30 ottobre 2009

Siamo tutti matti!

Eh si, ormai non si salva più nessuno, ma non preoccupatevivi, ci sono tante belle pastigliette blu, verdi gialle e bianche per guarirvi!
Continua...

lunedì 26 ottobre 2009

Linux day genova 2009----Io c'ero!! (video)



Bellissima giornata quella passata al 0p3N_L4b nelle aule della facoltà di ingegneria.
Ospitalità eccelsa, persone preparate, pc in uso per tutti, e alla sera tutti al C.U.S. per i concerti dal vivo!
http://www.openlab-dist.org/

Non voglio scrivere più di tanto perchè il video è già esplicativo, ed il link altrettanto,dico solo che è da scemi non provare questo magnifico sistema operativo, o meglio, uno dei molti sistemi operativi della grande famiglia Linux. Pensate che sono praticamente esenti da ogni tipo di virus, senza nemmeno avere un antivirus, l'accensione e spegnimento del pc è più veloce, e quasi tutti i programmi necessari, sono completamente gratuiti e si scaricano con un clik!
Ma due parole anche per il mio amico Stefano, che ha esordito alla sera con il gruppo "Tua madre". Una banda di pazzi scatenati, vestiti...beh vedete voi stessi.

http://www.myspace.com/tuamadreskajazz
Continua...

domenica 27 settembre 2009

Conferenza sui vaccini


é senzadubbio una conferenza molto importante da seguire, soprattutto in questo periodo, che con la paura dell'influenza suina e della normale influenza, è in atto una campagna di vaccinazioni di massa.

La conferenza si tiene alla Scuola Superiore di Naturopatia Genova , in via Pisa n° 23\13 il giorno 1 ottobre alle ore 20,45 e sarà tenuta dal Dott. Fabio Riccobene.
La conferenza è a ingresso libero
E' gradita la conferma della partecipazione
Per info:http://www.scuolasuperioredinaturopatia.it/schedule.php?id_categoria=32
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sabato 26 settembre 2009

La Grande Musica a San Pier d'Arena: Roberto Sechi


Ieri sera, grazie all'amico stefano, ho potuto assistere dalla prima fila ad un concerto veramente stupendo.
Riporto sotto l'articolo del " Il mio Quartiere San Pier d Arena" (ed. speciale)

L' Orchestra "Janua Coeli", formata da musicisti del Teatro Carlo Felice di Genova, prende il suo nome da una Associazione Accademia Musicale operante sul territorio ligure sia a livello didattico (corsi regolari e di perfezionamento con celebrati didatti) che musicale (concerti e manifestazioni). In questa occasione, i musicisti del Teatro Carlo Felice, invitati da Roberto Sechi, hanno accettato di buon grado e con entusiasmo di partecipare a questa kermesse di eventi finalizzati al recupero del quartiere di Sampierdarena. Il loro contributo musicale, teso a valorizzare queste giornate di riflessione organizzate da Don Piero, è un modo di penetrare attivamente nel tessuto sociale della città, anche per dimostrare che la musica classica può uscire da luoghi talvolta apparentemente di "elite" ed avvicinarsi a chiunque provi il desiderio di subirne il fascino catarsico e condividere le emozioni di una performance vissuta realmente, non attraverso il filtro dei mezzi mediatici oggi imperanti. Questo significa non solo ascoltare la musica, ma anche vedere i volti dei musicisti impegnati nella esecuzione, respirare con loro, vivere il rito del concerto, lasciarsi rapire "dal vivo" da tutto ciò che costituisce una "magia" che nessuna forma di registrazione audio o video può veramente restituire, la magia del "io c'ero!"
I musicisti del Teatro Carlo Felice suoneranno gratuitamente in queste tre serate, così come i tre solisti (Elena Aiello, Danilo Porfidio, Roberto Sechi) ed il direttore Antonio Gambuta.
E' un regalo ricco di amore non solo per la musica, ma per tutti i propri concittadini ed in particolare per il Vostro quartiere, certi che la luce della musica di Mozart illuminerà ogni persona presente disponendo gli animi nel miglior modo possibile.

Roberto Sechi
Roberto Sechi ha ottenuto il Prix de Virtuositè del Conservatorio Superiore di Ginevra, nella classe del M° Corrado Romano, dopo essersi diplomato a Genova con il massimo dei voti nella classe di Mario Trabucco. Ha studiato con Alberto Casabona, perfezionandosi inoltre con Uto Ughi, con Franco Gulli al Musik Konservato-rium di Lucerna, Cristiano Rossi e Giulio Franzetti. Ha suonato sia in duo violino-pianoforte che con orchestra, interpretando in qualità di solista Bach, Vivaldi, Nar-dini, Mozart, Beethoven, Paganini, Mendelssohn, Tchai-kowsky, Wieniawsky, Bruch (con la prestigiosa Orchestra della Suisse Romande di Ginevra), Chausson, Kreisler, Williams, Bucchi. Oltre che in Italia, ha tenuto concerti in Germania, Svizzera, Francia, Spagna ed Perù, ottenendo ovunque felici riscontri di pubblico e di critica. E'stato premiato in numerosi concorsi, tra cui Vittorio Veneto, Stresa, Mantova.
Corrado Romano, già maestro di Ughi, lo ha definito in una intervista "uno dei più interessanti talenti della scena italiana" ("Il Secolo XIX"). Nel 1996 vince il concorso del Teatro Carlo Felice di Genova e, nel 2002, presso la celebre Orchestra du Capitol de Toulouse di Michel Plasson, dove suona come Primo violino fino al 2004 e dalla quale è tuttora regolarmente invitato. Dal 2006 al 2008, ha ricoperto il ruolo sia di "violon solo"che di "premier violon super-soliste" presso il Théàtre de l'Opera de Marseille e nella relativa Orchestre Philarmonique de Marseille.
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mercoledì 16 settembre 2009

Miss Brunetta 2009

Image Hosted by ImageShack.us
By roby64 at 2009-09-16
Complimentoni!!!
La gif e i complimenti sono miei, l'articolo sotto, del Corriere della Sera
www.corriere.it

MILANO — Il riferimento fatto venerdì dal ministro Renato Brunetta ai «cineasti parassiti» ha irritato molti. In particolare, quello sull'Italia «placida e leggermente schifosa» ha portato Michele Placido a querelare il ministro per calunnia: «Sono indignato, anzi indignati siamo io e i miei familiari perché ha usato il mio nome», ha commentato da Venezia, dove aveva portato il suo film sul '68, Il grande sogno.

Michele Placido (Ansa)
Michele Placido (Ansa)
Dopo una notte di silenzio, il regista ha affidato il contrattacco ad una lettera aperta al ministro. Si legge: «Ha sbagliato persona, per questo la denuncio. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma, Teatro Tor Bellamonaca, gratis da cinque anni e gratis ha creato un teatro in Calabria. I miei ultimi tre film di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro. Non voglio dilungarmi sulla mia carriera come attore con lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro? In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui sono un pezzo come ha detto lei leggermente schifoso. La denuncio per questo, ma forse vengo ingiuriato perché non ho mai votato per Berlusconi?». E ancora: «Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e teatro hanno una funzione civile importante. La denuncio perché offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro». Infine, un sibillino post scriptum: «Il mio prossimo film è prodotto dalla Fox e l'anno prossimo mi trasferisco in Francia per un contratto come regista già firmato con la Pathé cine. Le voglio ricordare il titolo del film, Miserere!. E non è una battuta».

A dare una risposta, dopo il «no comment» di Brunetta, ci ha pensato Sandro Bondi: «Piena solidarietà a Brunetta, denunciato da Placido per aver espresso ciò che pensa la maggioranza degli italiani e ciò che penso anche io». Intanto, contro il suggerimento di «chiudere il rubinetto del Fus», sono intervenuti il presidente e il coordinatore di Centoautori, Stefano Rulli e Andrea Purgatori: «La risposta alla becera propaganda di Brunetta è ricordargli che da anni chiediamo una legge che sganci il cinema dalla politica». Alle critiche si è associato Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Pd: «Le parole di Brunetta entrano in quel sistema intimidatorio che sembra l'unico che il governo conosca. "Via i fondi se non vi comportate bene". Questo è il messaggio».

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domenica 2 agosto 2009

Beppe Gambetta a S. Nicolò (Camogli)


Splendida serata quella di ieri sera! Un concerto stupendo di Beppe Gambetta, accompagnato dall'ottimo contrabbasso di Riccardo Barbera.
Il contorno lo potete vedere nella foto sopra e non servono altri commenti.
Il pubblico era assiepato in ogni angolo disponibile, anche in mezzo ai rovi, eppure per arrivare alla chiesetta di S. Nicolò bisogna fare una bella scalinata da S. Rocco!

Per parlare di Beppe Gambetta, preferisco riportare ciò che è scritto nel suo sito, dove potete attingere altre info e date dei suoi concerti ( www.beppegambetta.com)
Il filo dell’orizzonte come sfida e irresistibile richiamo, Beppe Gambetta ha fatto del viaggio un’arte, componendo il suo personale mosaico di suoni e sapori. In giovanile pellegrinaggio lungo le mitiche “blue highways” della profonda America cantate da Woody Guthrie, quel giovane chitarrista genovese sulle tracce della “Roots Music” americana ne ha macinata, è proprio il caso di dirlo, di strada. Virtuoso dello stile acustico, consacrato, ormai, a livello internazionale, autore di undici dischi, libri e video didattici, un DVD “live”, Gambetta è oggi considerato dagli stessi maestri americani un loro pari, degno continuatore di una tradizione musicale sempre viva e rinnovantesi. Di casa negli States, una fama consolidata grazie alle numerose tournées, alle partecipazioni ai più prestigiosi festival, dal Walnut Valley Festival di Winfield in Kansas al Merlefest di Wilkesboro in North Carolina, da quello di Chico in California ai Festivals canadesi di Edmonton e Winnipeg, e all’attività didattica nell’ambito di seguitissimi workshop – uno su tutti: lo Steve Kaufman Flatpicking Camp di Maryville nel Tennessee -, Gambetta nel corso della sua carriera ha avuto l’opportunità di suonare con i più grandi artisti della scena folk internazionale, quali, per citarne alcuni, Doc Watson, Tony Trischka, Gene Parsons, Norman Blake, David Grisman. E, naturalmente, Dan Crary, Tony McManus e Don Ross, membri con Beppe dei Men of Steel, il fantastico quartetto chitarristico che più cosmopolita non si può - Usa, Scozia, Canada, Italia sono infatti le nazioni di provenienza di questi “fab four” delle sei corde – e che ha mietuto unanimi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo. In un mondo dominato dalle logiche del mercato e in cui ad imperversare è la musica “plastificata”, tutta glamour e look, così fashion e trendy, Gambetta propone la sua musica, intimamente sentita e vissuta, fatta di emozioni, immediatezza comunicativa, ricerca timbrica, sobrietà. Una musica ispirata, ma quasi pudica nello svelare sino in fondo i più riposti moti dell’animo, refrattaria a quelle ostentazioni virtuosistiche fine a se stesse che costituiscono una tentazione in costante agguato a tali livelli di eccellenza tecnica: ad altri, non a lui, meticoloso artigiano dei sentimenti, i funambolici esercizi “a miracolo mostrare”. L’America nel cuore, le radici tra il sole e gli ulivi del Mediterraneo, è con estrema naturalezza che Gambetta riesce a saldare le sponde dei due continenti, creando, alla faccia di quell’oceano frapposto lì in mezzo, una “koiné” musicale in cui “roots music” e tradizione ligure, canti dell’emigrazione e ballate popolari, moderne chitarre acustiche e antiche chitarre-arpa non solo coesistono ma vanno ad interagire, intrecciando un fitto dialogo ignaro di ogni rigida classificazione. Musica popolare in cammino, fiera del suo passato ma con lo sguardo rivolto al futuro, capace di parlare al nostro presente perché radicata nella storia di generazioni di uomini e donne così diversi e così uguali a noi. Musica girovaga, insofferente di frontiere e passaporti, esclusioni e ossessioni. Musica vitale, appassionata, sobria. Che ci fa un cenno. Seguiamola.


Nella foto sotto, Gambetta con il mio amico Stefano.

Alla fine della serata, torta e spumante per tutti!!

Il video è del concerto di Voltaggio dell'anno scorso.


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