domenica 23 ottobre 2011

HeliPlat, aereo solare


di Gioia Reffo

In volo sopra il Mediterraneo, per mesi. Con HeliPlat decolla il progetto di un velivolo non pilotato in grado di volare grazie all'energia solare di giorno e all'idrogeno di notte.
Il prototipo a cui sta lavorando da dieci anni un team del Politecnico di Torino guidato da Giulio Romeo, professore di ingegneria aerospaziale, è stato presentato all'High Tech Expo di Rho (25-28 novembre). La fiera delle tecnologie innovative, dal fotovoltaico al geotermico, è l'occasione per vedere HeliPlat ai nostri piedi: 24 chili e 7 metri di apertura alare, il tutto ricoperto di celle fotovoltaiche.
«Le celle al silicio microcristallino ad alto rendimento ci permettono di sviluppare 350-400 watt nel periodo di massima esposizione e fornire così corrente al motore elettrico – spiega Giulio Romeo -, durante la notte invece l'energia si genera da una cella a combustibile a idrogeno». In questo caso il sistema fuel cell lavora al contrario di un elettrolizzatore: l'idrogeno e l'ossigeno prodotti dall'acqua delle celle fotovoltaiche sviluppano l'elettricità necessaria al volo notturno. Un meccanismo chiuso che sfrutta ogni elemento senza produrre alcun inquinamento. L'unico prodotto di reazione è l'acqua, mantenuta in un serbatoio fino all'avvio di un nuovo ciclo.
Le applicazioni sono quelle di un piccolo satellite. Grazie alla capacità di coprire aree grandi come il nord Italia, HeliPlat può essere usato per monitorare gli incendi o il traffico, fino alla lotta contro l'immigrazione clandestina nel Mediterraneo. «Questo aereo senza pilota verrebbe a costare 1000 euro l'ora di volo contro i 6000 euro di un aereo normale. Ma il Ministero dell'Interno finora non ne vuole sapere del nostro progetto» ricorda Giulio Romeo. Se non fosse per i finanziamenti dell'Unione Europea, la ricerca unita all'applicazione pratica portata avanti a Torino non avrebbe nemmeno fatto i primi passi. E pensare che solo pochi mesi fa, il Pentagono americano ha incaricato la Boeing di realizzare un progetto simile per monitorare i confini degli Stati Uniti.
La prossima sfida targata Politecnico di Torino è produrre un aereo di settanta metri di apertura alare adatto al trasporto di persone. Coniugando il motore elettrico alle celle a combustibile che utilizzano idrogeno.

(fonte:www.ilsole24ore.com)